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SOGNI E CAMMINI

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FOLONmarzo 2019
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SOGNI E CAMMINI

“Negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto”, ha scritto nel suo monologo “Novecento” Alessandro Baricco … come a dire che sono i sogni, i desideri, i progetti che rendono luminosi i nostri occhi e il nostro volto, che rendono vivo il nostro cuore, che ci fanno restare giovani, che non ci consegnano anzitempo alla morte.
Di sogni parleremo nel nostro prossimo Quaresimale, di sogni notturni e sogni diurni, di Bibbia, di arte, di Chiesa. La Quaresima è un cammino, la vita è un cammino. E quando si cammina si sogna. Ogni passo è segnato da un sogno, ogni passo è sognato. La speranza nel cammino, la forza di continuare, di cambiare, di rinascere, di alzarci e rialzarci, di ricominciare nonostante tutto sono scritte nella nostra capacità di guardare oltre, di sognare oltre. I sogni più belli dicono la verità più profonda di noi, dicono il nostro essere a immagine di Dio, dicono il nostro essere creature fatte per amare e per essere amate, fatte per una vita che non può morire, come ci è stato promesso dalla Pasqua di Gesù.

Mi chiedo spesso, leggendo i Vangeli, quali saranno stati i sogni di Gesù. Nel suo cammino ha incontrato molte persone … forse questi incontri sono stati scambi di sogni, una consegna reciproca di sogni. Chi lo ha incontrato ha sognato di guarire, di essere perdonato, di essere salvato dal peccato e dalla morte, di essere accolto e amato, di diventare più felice, di trovare il vino della gioia, di trovare una fonte d’acqua che disseta per sempre, di ritrovare un senso e una forza per la vita di ogni giorno. Quanti sguardi ha incontrato Gesù! Sguardi che nascondevano il mistero di una vita, di una sete più grande, di straordinari desideri. Quanti sguardi ricambiati! Sguardi intensi, straricchi di amore, tanto che Marco nel suo Vangelo scrive così di uno di questi sguardi: “Allora Gesù, fissatolo, lo amò” (10,21). E in questi sguardi Gesù ri-consegnava all’altro, in un bellissimo e fecondo scambio, il suo sogno, un sogno rivelatore e portatore di felicità, un sogno possibile.

Forse è proprio questo che ci dobbiamo chiedere, anche in questo nuovo cammino quaresimale: qual è il sogno di Gesù su di me, su di noi, sulla comunità pastorale, sulla nostra città, sulla Chiesa? I suoi sogni sono regalati anche a noi oggi. Sono sogni evangelici. Di tenerezza, misericordia, beatitudine, perdono, giustizia, vita eterna. Non sono sogni impossibili o anacronistici, così come non è impossibile o anacronistico il Vangelo.
Ce lo ridice sempre splendidamente il nostro papa Francesco:

Il mondo cammina grazie allo sguardo di tanti uomini che hanno aperto brecce, che hanno costruito ponti, che hanno sognato e creduto; anche quando intorno a sé sentivano parole di derisione. Opera la pace in mezzo agli uomini, e non ascoltare la voce di chi sparge odio e divisioni. Non ascoltare queste voci. Gli esseri umani, per quanto siano diversi gli uni dagli altri, sono stati creati per vivere insieme.
E soprattutto, sogna! Non avere paura di sognare. Sogna! Sogna un mondo che ancora non si vede, ma che di certo arriverà. La speranza ci porta a credere all’esistenza di una creazione che si estende fino al suo compimento definitivo, quando Dio sarà tutto in tutti.
Gli uomini capaci di immaginazione hanno regalato all’uomo scoperte scientifiche e tecnologiche. Hanno solcato gli oceani, hanno calcato terre che nessuno aveva calpestato mai. Gli uomini che hanno coltivato speranze sono anche quelli che hanno vinto la schiavitù, e portato migliori condizioni di vita su questa terra. Pensate a questi uomini.
Sii responsabile di questo mondo e della vita di ogni uomo. Pensa che ogni ingiustizia contro un povero è una ferita aperta, e sminuisce la tua stessa dignità.
E coltiva ideali. Vivi per qualcosa che supera l’uomo.
Frequenta le persone che hanno custodito il cuore come quello di un bambino. Impara dalla meraviglia, coltiva lo stupore. Vivi, ama, sogna, credi. E, con la grazia Dio, non disperare mai.
(Udienza Generale 20.09.2017 - Educare alla speranza)

Mi sembra di risentire tutta la forza delle parole del profeta Isaia (40,31): “Quanti sperano nel signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi.” Chissà, forse è proprio un’aquila quella che troviamo sulla testa dell’uomo disegnato dall’illustratore belga Jean-Michel Folon che ho scelto come copertina.

Quest’anno la Quaresima inizia una decina di giorni prima della primavera …

Abbiamo dimenticato che le stagioni si coniugano come un verbo, e che per questo la primavera non è unicamente un fenomeno esteriore, un sostantivo che anno dopo anno descrive la natura attorno a noi, ma è una realtà che posso dire di me: “Io primavero”, “Io (ri)comincio a primaverare”. (José Tolentino Mendonça)

Capiti così per ognuno di noi in questa Quaresima: sia una nuova primavera! Mons. Tonino Bello, vescovo poeta e profeta, cantore di speranza, giustizia e pace diceva spesso che bisogna abituarsi di più a sognare, a sognare ad occhi aperti perché i sogni diurni si realizzano sempre. Ha spesso richiamato preti e laici a non essere notai dello status quo, ma piuttosto i profeti dell’aurora che irrompe, della primavera che irrompe:

Il difficile non è creare primavera.
Ma è mantenerla viva, questa incredibile stagione dello spirito.
Perché non si riduca a memoria.
Perché non rimanga solo nel ricordo.
Perché, dopo aver fatto divampare
per troppo rapido tempo incendi sovrumani,
non resti a vegliare su ceneri intrise di nostalgie.

Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei loro sogni. Vi auguro bellissimi sogni e cammini indimenticabili.

don Mirko Bellora

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