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MANI CHE SI STRINGONO

G. Bellini, Madonna con Bambino, 1476, part.

G. Bellini, Madonna con Bambino, 1476 (part)

novembre 2018
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MANI CHE SI STRINGONO

I miei occhi e il mio cuore si sono soffermati su un particolare della “Madonna con Bambino” (1476) di Giovanni Bellini che trovate in copertina: le mani di un bambino che si attaccano, si stringono alla mano della madre in un legame forte, dolce, indissolubile … e quel bambino è Dio!

E si mette nudo tra le nostre braccia, questo fragile bambino. Chiede. Ci fa sapere che ha bisogno di noi, che la sua debole mano cerca come può il nostro cuore. Si direbbe che abbia dimenticato di essere Dio, e che solo dalle nostre labbra voglia farselo dire. C’è un Dio tra le braccia della sua creatura. Ed io, uomo, io sostengo Dio. (Paul Claudel)

Dio ha bisogno di noi, ha bisogno delle nostre mani per portare solidarietà, giustizia, tenerezza, felicità.
Stringersi le mani è quel che faremo nella prossima Visita Natalizia alle famiglie, un gesto antico e insieme nuovo ogni anno, una formidabile occasione di incontro con i parrocchiani, una splendida opportunità per annunciare il Vangelo della bellezza e della bontà di Dio e per avvicinarsi l’un l’altro. Ecco il testo che verrà consegnato a ogni famiglia:
Carissimi, nell’occasione della Visita Natalizia alle Famiglie, noi sacerdoti - con alcuni laici e alcune religiose - desideriamo raccontarvi la gioia di credere in un Dio che a Natale ha mostrato il suo volto e il suo cuore in quelli di un Bambino, come ci narra l’icona scelta per quest’anno:

Questo Dio è mio figlio.
Questa carne divina è la mia carne.
Egli è fatto di me, ha i miei occhi
e questa forma della sua bocca è la forma della mia.
Egli mi rassomiglia. È Dio e mi rassomiglia.
(J.P. Sartre)

Lasciatevi "prendere il cuore" da questo Bambino, lasciate che vi parli,sentitevi presi per mano, illuminati, rafforzati, consolati, perdonati, fatti nuovi da questo Bambino... Che la tenerezza di Dio diventi la nostra tenerezza verso tutti ...

La vita è l’arte dell’incontro … so che per essere accolto con simpatia, devi avere un cuore accogliente, aperto, umile, saggio, non giudicante. Chi ti incontra deve poter sentire prima tutta la tua simpatia, il tuo calore, la tua disponibilità. So che aprire una porta è un gesto di fiducia e che varcare una soglia è impegnativo per­ché accogliere ed essere ac­colti non è solamente aprire la porta della propria casa o varcare una soglia, ma è anzi­tutto aprire le porte del pro­prio cuore. Quando apri, quando entri, diventi vulnera­bile perché cerchi di far posto all’altro dentro di te, perché non puoi più restare indiffe­rente. E così ti capita la meravi­glia dell’incontro, ti capita di rinsaldare o di creare nuovi legami. Parlando di Lui, del nostro Dio amante della vita e della gioia; tacendo e stringendo ancora più forte la mano quando il dolore ti ammutoli­sce; ammirando quanto è ca­pace di fare e inventare l’amore; restando contagiato dalla simpatia e dalla carica umana; ascoltando il detto e il non detto; scoprendosi im­potente di fronte a tante si­tuazioni; cercando di essere uno spiraglio aperto sulla spe­ranza.

Anche quest’anno la visita alle famiglie sarà segnata da una scelta significativa: oltre al sacerdote anche alcune religiose e alcuni laici andranno casa per casa. Mi pare un segno davvero bello e importante, all’insegna di una comunità pastorale vissuta come fraternità corresponsabile. Già qualche anno fa il card. Dionigi Tettamanzi chiedeva a tutte le parrocchie della Diocesi il coinvolgimento dei laici nella visita natalizia, non come “semplice funzione di supplenza dei sacerdoti” ma come desiderio di “attestare anche attraverso questo segno che i laici sono veramente protagonisti dell’impegno missionario della Chiesa”. Così “Le famiglie potranno essere aiutate a riconoscere che la comunità cristiana è una vera comunione di persone nella quale, insieme ai sacerdoti, i laici sono autenticamente protagonisti dell’impegno missionario.”
La Chiesa non è formata solo dai preti, ma è una comunità dove tutti si devono sentire responsabili, dove tutti si prendono a cuore il bene di tutti, dove non si aspetta, ma si va incontro a tutti.
Per questo sogno che sempre più laici dicano sì a questo andare casa per casa, a essere testimoni in prima persona, per gli altri, della vita buona e bella a cui il Vangelo ci chiama, segreto di una vita felice. E per questo invito tutti ad accogliere con fede, cordialità e simpatia quanti verranno. Per ognuno di loro prego così:

Guarda con gioia, o Padre
a questi tuoi figli che in questi giorni
entreranno nelle famiglie della comunità pastorale
per la visita natalizia.
Aiutali ad annunciare la Buona Notizia del Natale di Gesù
con dolcezza e rispetto, con coraggio e speranza, con simpatia
e con infinita attenzione al soffio del tuo Spirito
presente in ogni uomo che abita questa terra. Amen.

Lo scrittore Erri De Luca ha detto queste bellissime parole: “Mantenersi, il mio verbo preferito, tenersi per mano. Ti può bastare per la vita intera, un attimo, un incontro. Rinunciarvi è folle, sempre e comunque.” … mani che si stringono: ecco la visita natalizia alle famiglie! Una comunità che si dà la mano, in nome di quel Bambino che ci dice e ci fa dire l’un l’altro: Dammi la tua mano… Vedi? Adesso tutto pesa la metà …

don Mirko Bellora

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