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IL FIORE ROSSO E LA ROSA BIANCA

Paul Klee Giardino di rose 1920 (453K)

Paul Klee Giardino di rose (1920)

ottobre 2018
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IL FIORE ROSSO E LA ROSA BIANCA

A ottobre del 2009 all’inizio della mia vicenda come responsabile della Comunità Pastorale “Beata Vergine del Rosario” in Vimercate e in Burago Molgora, su queste stesse pagine, scrivevo così:

« La Comunità Pastorale “Beata Vergine del Rosario” in Vimercate e in Burago Molgora comincia a muovere i primi passi, come un piccolo bimbo. E, si sa, nell’imparare a camminare ogni bimbo sa affrontare tranquillamente e insieme audacemente mille rischi, senza temere qualche inciampo o impaccio, qualche caduta, qualche rallentamento, perché rialzarsi e ricominciare senza paura è scritto nel cuore di ogni bimbo, soprattutto quando si sa amato e si sa atteso da mani aperte, da mani sicure …»

È stata davvero e continua a essere una “avvincente sfida pastorale”, non di poco conto per tutti, sacerdoti e laici, una sfida radicata innanzitutto sulla fede semplice, forte, creativa dei tanti cristiani che danno vita a questa comunità pastorale. Proprio per questo nove anni fa ricordavo uno straordinario testo del giornalista Paolo Giuntella:

Nel Libro della giungla di Rudyard Kipling, il cucciolo d’uomo Mowgli riesce a vincere l’ arrogante, cattiva tigre Shere Khan con il fiore rosso, il fuoco, un tizzone ardente. Il fuoco non brucia Shere Khan, la allontana per sempre.
Il passaggio, di generazione in generazione, del tizzone ardente, del fuoco della fede, del fuoco interiore, è la strada, il cammino del popolo di Dio, da Abramo a oggi. Non è la potenza delle pietre dei templi, la forza delle istituzioni umane, ad assicurare al popolo di Dio il suo avvenire, ma il passaggio di generazione in generazione, da persona a persona, di questo tizzone ardente, del fiore rosso della testimonianza.
La storia della salvezza è un movimento biografico. La storia della Chiesa è un movimento biografico. Un movimento di persone.
Se Dio ha scelto questo modo per la rivelazione della sua verità che rende liberi, se ha scelto la dimensione persona, se ha privilegiato biografie, cioè vite ed esperienze umane, per essere rivelato, conosciuto e contemplato, è dunque evidente l’importanza decisiva dei testimoni nell’esperienza di fede cristiana. (Il fiore rosso, Paoline)

Un movimento biografico, un movimento di persone … ecco la storia della nostra fede, della nostra comunità pastorale … un bellissimo fiore rosso, uno splendido tizzone ardente da passarsi di mano in mano: ecco la Chiesa, la comunità pastorale. La Chiesa, la comunità pastorale è bella e grande se noi siamo “belli e grandi”, se non smettiamo di crescere nella fede, nella preghiera, nella fantasia della carità, nell’audacia della speranza, nel desiderio di costruirsi e mettersi insieme. A nove anni da quell’inizio, rilancio nuovamente la scommessa sulla comunità pastorale, da “testardo sognatore” quale continuo a essere …

In luoghi abbandonati noi costruiremo con mattoni nuovi.
Vi sono mani e macchine e argilla per nuovi mattoni e calce per nuova calcina.
Dove i mattoni sono caduti costruiremo con pietre nuove.
Dove le travi sono marcite costruiremo con nuovo legname.
Dove parole non sono pronunciate costruiremo con nuovo linguaggio.
C’è un lavoro comune, una Chiesa per tutti e un impiego per ciascuno.
Ognuno ha il suo lavoro.
(T.S. Eliot)

Nella certezza di essere stati e di essere di fronte in questi anni a una vera e propria riforma della Chiesa ambrosiana che ci ha trovato tutti un po’ timorosi, a tratti perplessi: abbiamo affrontato orizzonti e compiti finora mai sperimentati, una immagine nuova di Chiesa, di parrocchia, di prete e di laico, una immagine sognata, delineata e proposta dal Concilio Vaticano II. Non mi stanco di ripeterlo: Noi siamo come marinai costretti a riparare la barca mentre siamo in mare  ma forse il bello è proprio questo! Se crediamo davvero che quel “fiore rosso” che dobbiamo passarci di mano in mano, di generazione in generazione è il mattino di Pasqua. Bisogna sempre tornare lì: tornare al mattino di Pasqua. Perché lì sta il cuore della fede, il cuore della Chiesa. Tutto cambia con la resurrezione. Si può tornare a correre. Anche come comunità pastorale!

E una comunità che corre è una comunità giovane, è il luogo privilegiato per i giovani: è per loro ed è a loro che dobbiamo passare e consegnare il fiore rosso, il tizzone ardente, il fuoco della fede. Da pochi giorni è iniziato il Sinodo dei Giovani, splendido momento di grazia per la Chiesa oggi! Qualche sociologo ha descritto così la generazione dei giovani: “look down generation” … giovani dalla testa bassa, che guardano in giù, che camminano guardando in basso verso i loro ‘telefonini’. Eppure non sono solo questo, sono capaci di grandi cose!
Diceva Abraham Joshua Heschel “I giovani non hanno bisogno di tranquillanti religiosi, della religione come diversivo, della religione come intrattenimento, ma di audacia spirituale, di succo intellettuale, di potenzialità, di sfida”, per questo vorrei consegnare loro un fiore rosso e una rosa bianca … La Rosa Bianca è stato un gruppo di giovani studenti cristiani che si opposero al regime della Germania nazista (chi vuol conoscere la storia di questo movimento - 1942/1943 - può guardare il film che porta il suo nome): guardare alla loro fede, al loro desiderio di libertà, al loro non guardare dall’altra parte, al loro non tacere di fronte alle ingiustizie, è una grande scuola per tutti noi … avevano cuore tenero e spirito d’acciaio e Gesù, il Maestro, come compagno di viaggio.

Il fiore rosso e la rosa bianca mi hanno suggerito l’immagine di copertina. È un quadro realizzato nel 1920 dal pittore svizzero Paul Klee dal titolo “Giardino di rose”. Davvero sorprendente. Le rose, quelle piccole forme circolari, emergono da una città e la rendono un giardino …
Nostro compito, compito anche della comunità pastorale è fare qualcosa di grande per le persone di questo tempo. E da dove si parte? Dai propri doni. Che sono tantissimi.

don Mirko Bellora

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